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domenica 12 luglio 2020

Rifugio Maniago - Forcella Duranno - Cengia Alta (Gruppo de Duranno)


Sulla Cengia Alta del Duranno



                                                                   



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domenica 23 giugno 2019

Rifugio Pordenone - Forcella del Leone, 2290 m - Bivacco Granzotto-Marchi (Dolomiti Friulane)


Dalla Forcella del Leone, il Bivacco Granzotto-Marchi









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domenica 30 ottobre 2016

Bivacco Gervasutti e Cima Cadin degli Elmi, 2424 m - Dolomiti d'Oltre Piave


La conca ove sorge il Bivacco Gervasutti, 1940 m, dal sentiero 352 proveniente da Forcella Spe



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                                                            Panorama dalla Cima 




domenica 16 ottobre 2016

Monte Borgà, 2228 m e Libri di San Daniele - Dolomiti d'Oltre Piave


Bella e impegnativa escursione, che consente di ammirare splendidi panorami,  le caratteristiche conformazioni rocciose denominate  Libri di San Daniele e la frana del Monte Toc.



Dal paese di Casso si seguono le indicazioni per il Monte Borgà  imboccando un sentiero invaso dalla vegetazione e racchiuso tra due muretti a secco. Poco oltre il sentiero piega  verso ovest e  risale un bosco di faggio e quindi un ghiaione che si affaccia alla valle del Piave.  Segue una larga ma esposta cengia che consente l'accesso al Pra de Salta. Traversando verso est si raggiunge  uno spallone erboso, sino a piegare in forte salita in direzione di Forcella Piave che si raggiunge. Dalla forcella si scende ad aggirare uno sperone roccioso, e si risalgono le pendici del Monte Piave. Con un ultimo strappo si giunge al pianoro dove sono adagiati i famosi Libri di San Daniele . Si procede sempre verso est percorrendo il bellissimo e panoramico filo di cresta per guadagnare la cima del Monte Borgà.
Dalla vetta si ritorna all'insellatura, e da qui si stacca a sinistra il sentiero per Erto. Si scende ai ruderi di Casera Borgà e si prosegue fino all'incrocio con il sentiero CAI 381 per Forcella Borgà e il Monte Buscada. Il sentiero scende in mezzo al bosco, e a quota 1065 m si incontrano le indicazioni per il Truoi dal Sciarbon, antico sentiero utilizzato sin dal 1600 per portare il carbone dalla Val Zemola sino al Fiume Piave a Longarone. Si procede ora decisamente verso ovest, dapprima con un tratto nel bosco e poi dopo alcuni tornanti traversando in direzione di Casso fino al punto di partenza. 
Dislivello: 1400 m. Tempi di percorrenza: ore 6:30-7:00  complessive.  Difficoltà: EE. Cartografia: Tabacco foglio 021 – Dolomiti d’Oltre Piave


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domenica 8 maggio 2016

Via Ferrata della Memoria (gola del Vajont) - Dolomiti d'Oltre Piave





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Val Zemola - Rifugio Maniago, 1730 m - Dolomiti d'Oltre Piave


Sullo sfondo la Spalla del Duranno , forcella della Spalla e il Duranno, 2652 m

Cartografia: Tabacco 021 - Dolomiti di
 sinistra  Piave, scala 1:25000



                                                                




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domenica 12 luglio 2015

Anello di Forcella Segnata - Dolomiti d'Oltre Piave


Uno dei più belli itinerari nelle Dolomiti d’Oltre Piave, che conduce dal Rifugio Padova attraverso l’apparentemente inaccessibile forcella Segnata alla selvaggia Val Montanaia dove svetta il celeberrimo splendido campanile.



                     Da Forcella Montanaia la Val  Montanaia  con il celeberrimo Campanile


Accesso stradale Da Feltre per Belluno e Ponte nelle Alpi fino a Longarone, raggiungibile anche per l’ A27 uscendo al suo termine al Pian di Vedoia. Da Longarone per la SS 51 fino al bivio di Tai di Cadore dove si svolta a destra per Pieve di Cadore, proseguendo fino a Domegge di Cadore. Poco prima del centro, dopo una rotonda, svoltare a destra in Via Val Bieggia e subito dopo a sinistra in Via Piduel. Valicato il lago, svoltare a destra e proseguire per circa 7,5 km su carrozzabile stretta ma asfaltata fino al parcheggio presso il Rifugio Padova, 1287 m (traffico limitato dalle 10:30 alle 16:30).           

Itinerario  Dal parcheggio, si segue l’evidente sentiero verso Sud in direzione di un capitello, segnavia 357 per Forcella Segnata-Bivacco Perugini, che si inoltra nel bosco, piuttosto ripido, fino a spianare al Cadin di Toro,1636 m. Si segue a sinistra un pendio di nuovo ripido, quindi per mughi  fino a rimontare un tratto di ghiaie instabili a ridosso delle pareti.  Alle nostre spalle splendida veduta della val Ciadin con la conca del Pra di Toro dove si trova il rifugio. All’orizzonte l’Antelao,le Marmarole, il Sorapiss fanno da corona. Si entra nel canale che si restringe e presenta un primo salto attrezzato con fune. 

Forcella Segnata e la traccia che consente di vedere
il Campanile di Val Montanaia dall'alto.
Seguono altri salti rocciosi alternati a tratti di sentiero franoso. L’impegno è di I e II grado ed è necessario fare attenzione ai detriti e alla solidità della roccia. Qualche passaggio è particolarmente liscio e spesso torna utile la tecnica di opposizione.  
La parte terminale che conduce all’aerea Forcella Segnata, 2150 m, è particolarmente franosa. Una traccia in costa a sinistra consente di vedere dall’alto il Campanile di Val Montanaia, altrimenti nascosto dalla Cima Rosina. Ritornati in Forcella, il sentiero scende ripido dal lato opposto alternando infidi tratti ghiaiosi a brevi salti rocciosi. Il Campanile presto ritorna visibile. Quando la pendenza si attenua, la traccia piega a sinistra ad una sella dalla quale si apre alla vista l’alta Val Montanaia con il Bivacco Perugini e la Croda Cimoliana.

La discesa riprende ripida con salti rocciosi (sempre attenzione ai detriti!), quindi per ghiaie si esce in costa su pendio erboso fino ad un dosso prativo presso il Bivacco Perugini. Il sentiero segnavia 353 risale la testata della valle,   lasciando a destra il dismesso sentiero segnavia 360. Quindi si inerpica per ghiaie e alla fine per massi fino alla Forcella Montanaia, 2333 m. Splendida la vista sulla Val Montanaia. Oltre la forcella  un ripido e lungo ghiaione ci attende. Attenzione ad eventuali persone a valle poichè il terreno è particolarmente franoso.
Forcella Montanaia
Dopo un tratto a zig-zag, la traccia si porta presso le rocce di sinistra, che ad un certo punto conviene abbandonare per lasciarsi trasportare dalle ghiaie nei tratti in cui le dimensioni di queste lo consentono. Verso il fondo si traversa a destra per prendere un sentiero vero e proprio che attraversa un pendio con massi che scende dal Cadin d’Arade. Si inoltra quindi fra i mughi e scende in Val d’Arade, bivio a destra per Val Monfalcon di Forni. Per rado bosco e attraversato più volte il greto del torrente in secca, entra nel bosco, lascia a destra il sentiero per Forcella Scodavacca e volge a sinistra per entrare in Val di Toro nel fitto bosco di abeti, faggi, aceri di monte e ontani riconducendo in Prà di Toro al Rifugio Padova.
Discesa da forcella Montanaia
         


Dislivello: 1100 m. Tempi di percorrenza: ore 6 – 6:30. Difficoltà: EE, I°,II°. Cartografia: Tabacco foglio 016 scala 1:25000. Attrezzatura: scarponi con suola ben marcata, meglio se semirigidi, utile il casco


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domenica 4 maggio 2014

Val Settimana – Casera Col de Post, 1249 m – Rif. Pussa (Dolomiti Friulane)


  Facile e remunerativo giro ad anello per una prima conoscenza della Val Settimana nel  Parco Naturale Regionale delle Dolomiti Friulane.

Accesso stradale
Da Logarone sulla sinistra Piave per Diga del Vajont,  Erto, Cimolais. Si percorre verso destra la Val Cellina fino all’indicazione  per Claut. Prima di raggiungere il paese, oltrepassato il ponte sul torrente Settimana, svoltare a sinistra e prendere la strada che percorre la lunga Val Settimana, fra il Gruppo del Pramaggiore e quello delle Caserine Cornaget.  Lunga circa 14 Km, poco più che piana, è a tratti asfaltata e a tratti sterrata e si può percorrere fino nei pressi del Rifugio Pussa. Chiusa in inverno, è spesso soggetta a frane e a slavinamenti.

Itinerario  Dalla rotabile della Val Settimana, dopo il ponte sul Torrente Ciól de Pès, 907 m, sulla sinistra inizia una mulattiera segnavia 366  che passa accanto ad una suggestiva cascata e poi, con numerosi tornanti, risale la Costa Da Nada addentrandosi in un bosco misto a prevalenza di faggio. Ad un bivio a quota 1210 m fra il nostro sentiero 366 e il 366A, si prende  a destra  la mulattiera, segnavia 366A che in direzione Est traversa in costa, uscendo dal bosco in una valletta prativa quasi pianeggiante, in vista della piccola Casera Col de Post, 1249 m. 



Casera Col de Post, 1249 m




Si percorre in leggera discesa la valle e  scendendo per un costone boscoso, oltrepassato il Ciòl Tomè, si scende ripidamente tra abeti e imponenti faggi traversando il ghiaioso Rio Stuèt, 1073 m, che scende dalla Valle delle Camòscie (in questo inizio di stagione l’abbondante flusso costringe al guado). Subito dopo si traversa in lieve salita l’incassato Rio Biuba che forma delle belle cascate, e quindi si procede verso destra fino a quota 1100 m dove il sentiero 366A termina sboccando sul sentiero 364  proveniente da Forcella Lareseit. 

  In discesa con alcuni tornanti nel bosco sulla sinistra idrografica della Val delle Camòscie si giunge in vista del Rifugio Pussa, 946 m. Raggiunto il rifugio e la Val Settimana, nei pressi la sorgente di acqua solforosa Aga dela Putha,  per la strada di accesso al parcheggio della partenza presso il Ciol de Pess. 

Dislivello complessivo: 400 m circa. Tempi di percorrenza: 3 ore circa. Difficoltà: E
Cartografia: Tabacco foglio 021, scala 1:25000



          










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