domenica 17 settembre 2017

Rifugio Fonteghi - Rifugio Bruno Boz - Pas de Mura (Vette Feltrine)




         
                                              
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mercoledì 30 agosto 2017

Zufallspitze (Cima Cevedale), 3757 m - Gruppo Ortles-Cevedale


Il Cevedale dalla cima dello Zufallspitze

ZUFALLSPITZE (Cima Cevedale Nord) – 3757 m

Regione: Trentino Alto Adige

Gruppo: Ortles – Cevedale
Punto di partenza: Parcheggio "Val de la Mare" (1970 m)

Versante di salita: SE
Dislivello di salita: 1900 m

Tempo di salita: 6h e 30min
Difficoltà: EE – I – (II)

Punti di appoggio: Rifugio G. Larcher al Cevedale (2607 m)
Tipo di via: Via normale su cresta

Tipo di percorso: Traccia non segnata, solo qualche ometto
Libro di vetta: no

Autore: Nicola
Partecipanti: Mario, Sante, Nicola, Francesco

Data della salita: 29/08/2017 – 30/08/2017

ACCESSO STRADALE

Tezze sul Brenta – Trento – Cles – Cogolo – Parcheggio Centrale Malga Mare (184 Km – 2h 58m)

DESCRIZIONE DELLA SALITA

1° Giorno: Dal parcheggio appena sotto Malga Mare (1970 m), inizia una strada sterrata che in breve porta alla Malga Mare (2031 m). Dietro la malga imbocchiamo il sentiero N. 102 che sale (per circa 250 metri) inizialmente tra pini e larici e poi, attraversando numerosi ponticelli porta ad una piana chiamata Pian Venezia (2280 m, circa 50 minuti). Da qui vediamo già il rifugio in lontananza e il percorso per arrivarci. Il sentiero che risale a mezza costa il fianco destro della Val Venezia ci porta direttamente al Rifugio G. Larcher al Cevedale (2607 m, circa 1 ora e 10 minuti – 2 ore complessive dal parcheggio).


*Non essendo ancora stanchi e avendo bisogno di fare più metri di dislivello, abbiamo lasciato gli zaini al rifugio e ci siamo avviati verso il Lago delle Marmotte (2704 m, circa 25 minuti dal rifugio). Da qui, seguendo una traccia non ufficiale ma comunque ben marcata, abbiamo raggiunto la Cima Nera (3037 m, circa 50 minuti dal lago – 1 ora e 15 minuti complessivi dal rifugio).



Dislivello (dal parcheggio al rifugio): 650 m                 Tempo: 2h

*Dislivello (dal rifugio alla Cima Nera): 450 m           *Tempo: 1h 15min (salita), 45min (discesa)



2° Giorno: Lasciamo il rifugio alle 5:45 per iniziare la salita alla Zufallspitze. Imbocchiamo il sentiero N. 103 che scendendo verso nord, ci porta al fondo della valletta che conduce verso la Forcola (2577 m, circa 15 minuti). Da qui il sentiero comincia a salire prima con moderate pendenze poi più ripidamente (alcuni tornantini) fino al Passo della Forcola (3032m, 1 ora e 20 minuti dal rifugio). 
 Da qui si inizia la cresta non ufficiale ma segnata con qualche ometto qua e là. Inizialmente la cresta è larga e sale con pendenze minime tuttavia però, successivamente si fa più stretta e ripida. Una volta iniziata la cresta bisogna cercare di seguire il più possibile gli ometti e in loro assenza, cercare la via di salita più facile. Quindi, dopo il primo tratto in leggera salita, bisogna attraversare alcuni tratti tra roccioni e sfasciumi e superare brevi passaggi di primo grado. 
 Ad un certo punto, ci si ritrova davanti ad una paretina di 4-5 metri che è più facile da superare alla sua sinistra (II grado) e che ci riporta in cresta. Tuttavia, al ritorno ci siamo accorti che, se prima di raggiungere la breve paretina si scendeva verso il ghiacciaio per poi risalire verso la cresta, si evitava questo breve passaggio. Si prosegue verso una specie di selletta da dove inizia un tratto ripido che, grazie a vari tornantini ci permette ci salire per 200 metri (di dislivello) più velocemente. 
 Si riprende poi la cresta che, con alcuni sali e scendi, porta ad una seconda selletta innevata/ghiacciata (circa 3570 m). Si attraversa il tratto innevato per circa 50 metri per poi riprendere la salita (noi abbiamo attraversato questo tratto senza l'utilizzo dei ramponi). La salita riprende tra rocce e sfasciumi fino a riprendere la cresta che prosegue ancora in salita, con qualche tratto in discesa e pianeggiante fino a che non si arriva a delle placconate. 
 Alcune relazioni dicono di salire sulle placconate ma tuttavia, noi abbiamo preferito salire per varie roccette e gradoni in quanto meno esposte. Si giunge così al tratto di cresta terminale che si segue facendo particolare attenzione in quanto la cresta è stretta e con relativi strapiombi da entrambi i lati. Dopo questi ultimi metri raggiungiamo la cima (3757 m, 4 ore e 30 minuti dal rifugio). 
 Da qui si può vedere, se la giornata permette, il Vioz, il Palòn de la Mare, il Cevedale (che si può raggiungere scendendo dalla Zufall per poi risalire), il Rifugio Pizzini e Casati, Il Gran Zebrù, l'Ortles e le vette di confine.



Dislivello (dal rifugio al Passo della Forcola): 450 m        Tempo: 1h 20min

Dislivello (dal Passo della Forcola alla cima): 800 m        Tempo: 3h 10min




DISCESA

Si fa rientro al parcheggio per la stessa via di salita.

Tempo (dalla cima al rifugio): 3h 50min
Tempo (dal rifugio al parcheggio): 1h 30min

NOTE E COMMENTI

La via di salita alla Zufallspitze non è difficile ma tuttavia non bisogna sottovalutarla in quanto si raggiunge una quota elevata e l'intero percorso è lungo. Per quanto riguarda la cresta bisogna non soffrire assolutamente di vertigini e avere passo sicuro.
Dobbiamo fare i complimenti invece ai rifugisti, sempre molto disponibili a qualunque richiesta, e al rifugio che è fantastico, comodo e con un'ottima cucina.

Per quanto riguarda la rete telefonica, il cellulare prende solamente e a tratti nella cresta che dal Passo della Forcola porta alla vetta.


*I dislivelli sopra descritti sono compresi dei vari saliscendi.




                      



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domenica 13 agosto 2017

domenica 16 luglio 2017

Monte Mulàz, 2906 m, da Passo Valles - Pale di San Martino


Il versante nord del Mulàz in primo piano, dal sentiero dell'Alta Via n°2





                  

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domenica 2 luglio 2017

Cascate di Saènt - Prà di Saènt (Parco Nazionale dello Stelvio)



Presso la Malga Prà del Saènt, 1784 m


                                                   
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domenica 11 giugno 2017

Bus de le Neole - Monti del Sole (Dolomiti Bellunesi)


Il Bus de le Neole è un grande antro naturale dell'altezza di oltre 150 metri e largo circa 30 metri, che perfora completamente la montagna, nel territorio del Comune di Rivamonte Agordino. Si tratta di una cavità formatasi per crolli successivi, coinvolgendo imponenti volumi di roccia su di una verticale parete di dolomia. Il termine deriva da una singolarità atmosferica che si verifica in presenza di particolari condizioni meteo quando dall'imbocco superiore esce una colonna di nubi, indice di un cambiamento del tempo, che crea suggestivi effetti visivi.





Per ingrandire (tasto destro): Apri link in un'altra scheda +



                       



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domenica 28 maggio 2017

martedì 25 aprile 2017

Isola d'Elba








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                                                          Grande Traversata Elbana

                                                            Monte Capanne
GTE cresta est 1° tratto
GTE cresta est 2° tratto


Elba su maps.kompass

























M. Capanne, 1019 m: traversata da S. Piero a Poggio



lunedì 17 aprile 2017

Lapio, San Giovanni in Monte, Fimon - Monti Berici


Tradizionale uscita di Pasquetta








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domenica 9 aprile 2017

Spitz di Tonezza, 1694 m - Altopiano di Folgarìa


 Da Tonezza del Cimone al Monte Spitz per la mulattiera dei Tronconi. Discesa per il nuovo sentiero alpinistico per il colle Tarbìsa.



















Accesso stradale   Seguire l’autostrada A31 Valdastico fino al suo termine a Piovene Rocchette. Dall’uscita proseguire a sinistra per Cogollo del Cengio e Arsiero.  

Da qui per la provinciale SP83 con diversi tornanti e gallerie a Tonezza del Cimone, 991 m. Dal centro del paese si può parcheggiare presso gli impianti sportivi nella conca sottostante. In alternativa si può proseguire sulla strada per i Fiorentini fino alla Contrà Sella, parcheggiando nei pressi dell’albergo Edelweiss.

Il sentiero dei Tronconi


Itinerario     Dal parcheggio si prende il sentiero delle Fontanelle che attraversa la piccola conca  in direzione ovest ed entra nel bosco. Al primo bivio prendere a destra salendo a Contrà Via dove attraversata la strada si sale a fianco di un capitello. Il sentiero selciato attraversa nuovamente la strada uscendo in Contrà Sella, 1112 m. Si prosegue in direzione Nord per la strada superando l’albergo Edelweiss fino al bivio  con contrà Grotti, dove si imbocca a sinistra la mulattiera segnavia 537.  Ignorando le strade che la intersecano, si transita presso due vecchie stalle e si continua fino al tornate della 'pozza del giazzo'. Sulla curva parte il sentiero dei Tronconi, un tempo usato per la discesa del legname. Si segue il sentiero fino al passo della Vena di sotto e per strada bianca  al passo della Vena di sopra. Da qui sulla destra il sentiero segue il versante sud della cresta portando in vetta allo Spitz, dal tedesco “punta”, balcone panoramico sull’Altopiano di Tonezza, il Monte Cimone, la Valdastico, l’Altopiano dei Sette Comuni  e oltre.

Discesa per "sentiero alpinistico"
In alternativa alla discesa per l’itinerario di salita si può optare per il “sentiero alpinistico” che percorre l’opposta cresta, verso est, fino al Chiosco Alpino sulla strada per i Fiorentini. Inaugurato nell’ottobre del 2015 dopo il parziale recupero delle postazioni militari presso il colle Tarbisa, sarebbe più opportunamente da percorrere in salita data la ripidezza del terreno sul pendio sud della cima. Ma per l’escursionista di esperienza non ci sono grossi problemi. Attenzione ai segni rossi, forse più visibili salendo. Dalla cima una traccia a zig-zag scende direttamente verso sud oppure più facilmente si scende per l’itinerario di salita qualche decina di metri fino ad un bivio dove una palina artigianale indica a sinistra il percorso. Attraversato il pendio sud dello Spitz, il sentiero prosegue poco sotto la cresta su pendio un po' esposto con paravalanghe, quindi entra nel bosco presso il colle Tarbisa dove si trovano diverse postazioni e ricoveri in galleria.
Questo punto è raggiungibile anche percorrendo in discesa la strada a partire da passo della Vena di Sotto fino al I° tornante, rappresentando quindi un’altra possibilità di discesa. Sempre per cresta boscosa si esce sulla  strada di fronte al Chiosco Alpino. Al lato est di questo, seguendo un segnavia biancorosso si scende per bosco in direzione sud-est fino ad uno slargo prativo con vista panoramica sulla Valdastico dove il segnavia prosegue per altra direzione. Si continua per buone tracce sempre verso sud-est trovandosi ormai nei pressi di due casolari. Per la strada di accesso a questi in direzione di un evidente ripetitore e sempre verso sud per tracce che costeggiano dei campi da tennis si esce in un vialetto fra vilette a schiera e quindi sulla strada per i Fiorentini presso il cimitero. Ancora qualche centinaio di metri e si è al parcheggio al punto di partenza.



Dislivello: 730 m. Tempi di percorrenza: 4 ore complessive. Difficoltà: E, tratto EE in discesa per il sentiero alpinistico. Cartografia: Sezioni Vicentine del Cai, Valdastico e Altopiani Trentini, scala 1:25000.


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domenica 19 marzo 2017

Vajo Fratta Grande - M. Gramolòn, 1814 m - Piccole Dolomiti







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                                                              Vajo Fratta Piccola



domenica 12 marzo 2017

domenica 26 febbraio 2017

Vajo del Cengio - Gruppo del Carega - Piccole Dolomiti



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sabato 11 febbraio 2017

Monte Oro, 1308 m ... al chiaro di luna? - Massiccio del Grappa








                                              


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domenica 22 gennaio 2017

Monte Totoga, 1705 m - Lagorai


Le Pale di San Martino dal sentiero 345

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venerdì 6 gennaio 2017

Dalla Mena - Col Campeggia - Scalon (Monte Grappa)

 
Tradizionale uscita di Capodanno in Grappa (6° edizione)













                                          




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domenica 1 gennaio 2017

Posa Puner - Malga Marièch - M. Cesèn, 1569 m (Prealpi Trevigiane)


Il Rifugio Posa-Puner,  1321 m


Accesso stradale   Dal centro di Valdobbiadene, piazza Marconi, prendere la SP143 per Pianezze (via San Floriano) fino al Tempio internazionale del Donatore dove si prosegue a destra per Malga Budui, 12 km. Quindi a sinistra per 1,5 km di strada bianca al Rifugio Posa Puner con ampio parcheggio.


Itinerario  Guardando il Rifugio, abbiamo a sinistra due strade forestali. Si prende quella che sale ad aggirare il Monte Cimon, segnavia 1010; per la verità la numerazione non è indicata dai cartelli.
A versante sud-ovest del monte, la strada spiana ad una svolta e inizia a scendere. Uscire a sinistra per risalire una traccia sulla ripida china erbosa, indicata da un ometto in pietra,  senza altre indicazioni. Risalito il pendio del Monte Grave, si ritrova il segnavia TV1 (e 1012B) dell’Alta Via dal Grappa al Cansiglio, che percorre la dorsale a volte a fianco di recinzioni di pascoli, con lievi saliscendi incontrando il Monte Forconetta, il Col dei Osei e costeggiando a sud il Col Posanova fino ad un’ampia insellatura dove si incrociano sentieri.
Si prosegue ancora in salita seguendo il recinto fino a giungere, incrociata una forestale, all’ampia costruzione di Malga Mariech, 1509 m. superata la rotabile proveniente da Malga Barbaria, si risale per segnavia 1008 fino alla cima del Monte Mariech con il monumento ai partigiani. Si prosegue sulla larga dorsale incontrando i ruderi di Casera Cesen, 1524 m,  dalla quale si risale il pendio erboso che conduce alla croce del Monte Cesèn, 1569 m. Vastissimo il panorama a 360°,  dalla pianura Veneta al mare, dalle Alpi Bellunesi e Feltrine al Grappa, dall’Altopiano dei Sette Comuni  ai Lagorai e oltre sulle Dolomiti dalle Pale di San Martino al Civetta, Pelmo, Antelao,  alle Dolomiti d’Oltre Piave.
Il ritorno avviene per l’itinerario di salita fino a Malga Mariech, dove prendiamo la forestale che scende con un ampio tornante verso nord, aggirando i rilievi percorsi in salita dall’opposto versante fino ad incontrare la Casera Forconetta.  Da qui si volge verso sud per bosco, e percorsa una valletta in direzione opposta, si esce  nei pressi di Casera Federa per la cui strada di accesso si sbocca sulla forestale di Val Federa, segnavia 1010, lasciata all’andata per risalire il pendio del Monte Grave. Da questo punto per il medesimo percorso dell’andata al Rifugio Posa Puner. 

 
Dislivello:  500 m  complessivi. Tempi di percorrenza: ore 4:30. Difficoltà: E.  Cartografia: La Giralpina n° 4 scala 1:25000, Zanetti n° 12 1:30000

                      

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                Monte Cesèn: panorama
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