domenica 18 maggio 2014

Malga Sunio e Malga Foraoro - Altopiano dei Sette Comuni

      "A maggio i pascoli biancheggiano, “ondeggiano” di narcisi e il vento ce ne riporta tutta la

     fragranza....."



Malga Foraoro 1376 m - La costa dei narcisi


Accesso stradale Dalla fine dell’autostrada Valdastico A31, a Caltrano oppure da Bassano del Grappa, Marostica, Breganze per Lugo, Calvene, quindi Camisino, poco prima di Caltrano, si sale a destra per contrada S. Donà e a sinistra per Tezze, 470 m. Parcheggio sulla destra prima di giungere nella piazzetta del paese.


Il Fontanello di Rovreo
Itinerario  Attraversata la piazzetta, direzione Est, si raggiunge l’oratorio di Santa Rita, dove la strada muore. 
  A destra inizia il sentiero, segnavia 681, in questo tratto lastricato, che poco dopo incontra il bivio con il sentiero 685 per Malga Foraoro. Si attraversa il ponte in Val delle Lanze, e si sale ripidamente nel bosco sul versante orientale della Val Grande, incontrando a quota 720 m una deviazione a sinistra che si collega con il sentiero 677 del Costo Grumo. 
  A quota 825 si incontra una sorgente, il Fontanello di Rovreo. Attraversata una zona prativa, il sentiero si alza superando qualche tratto roccioso offrendo belle vedute sulla pianura vicntina. Si piega a sinistra entrando nell’impluvio della Val Grande, quindi passando sotto le rocce del Monte Sunio, infine raggiungendo la “portesela”, transito attraverso il muretto di confine dei pascoli di Malga Sunio, 1136 m, dove giunge anche la mulattiera del sentiero 677 di Costo Grumo. Per pascoli, punteggiati di narcisi, alla Malga Sunio, 1278 m.
La portesela








                                                                                                  



  Per carrareccia verso Nord a raggiungere la strada militare delle Malghe, oppure al primo tornante a destra (segnale di divieto di transito) sempre per una carrareccia che diviene in seguito poco evidente e si riporta sulla strada delle Malghe poco oltre la strada di accesso alla Malga Foraoro, 1376 m.
   In discesa verso Sud, a intercettare di nuovo la strada militare che si percorre verso sinistra per poche decine di metri, e prendere a destra la strada bianca, segnavia 685, sentiero “delle svolte”, che scende a tornanti incontrando alcune costruzioni ristrutturate. Si lascia a sinistra la strada tagliafuoco scendendo nel bosco e per regolari tornanti ci si abbassa  alle pendici del Monte Malleo raggiungendo nuovamente la strada tagliafuoco, a tornanti fino a quota 670 m, dove si inserisce il sentiero che scende a San Donà. In traverso verso Ovest a tagliare alla base il Castel della Rocca e per mulattiera al bivio con il sentiero 681 dell’andata o continuando per strada al parcheggio.


Traccia GPS

Dislivello complessivo: 970 m circa.  Tempi di percorrenza: 5 ore circa. Difficoltà: E
Cartografia: Sezioni Vicentine del Cai - Altopiano dei Sette Comuni - foglio Sud, scala 1:25000

                                                
                                                             Galleria Immagini 

                                                              Foraoro: fiori e..

domenica 11 maggio 2014

Ferrata Gerardo Sega - Monte Baldo




                       
Accesso stradale  Per l’autostrada del Brennero dal casello di Ala-Avio proseguire sulla SP 90 tenendo la sinistra in direzione Avio. Si segue la strada che risale la Valle dei Mulini, indicazione S. Valentino (SP 208). Dopo circa 11 km si svolta a sinistra seguendo l'indicazione Prà Alpesina sulla SP 230.  Dopo circa 9 km si arriva ad un bivio verso sinistra con l'indicazione per il Rifugio Monte Baldo situato a 1180 m nella splendida conca della Madonna della Neve.  


Itinerario  Dal rufugio Monte Baldo, con possibilità di parcheggio, si segue la strada di accesso per presto abbandonarla seguendo a destra il sentiero segnavia 652 per Avio. Si scende affiancando alcune costruzioni e quindi per ripido viottolo che traversa un tratto di strada, in dieci minuti al Ponte della Balanzà, 980 m, sul torrente Aviana, ora in secca. 
   Si prosegue verso sinistra (indicazioni ) scendendo lo stretto vallone per mulattiera sulla sinistra idrografica del torrente.
Mentre lo stretto canyon si allarga giungiamo ad un bivio, località Preafessa a quota 700 m dove si traversa il torrente.     A pochi minuti sulla sinistra si può vedere l'omonima Cascata. Il sentiero,segnavia 685,  prosegue nel bosco sul fianco est per entrare poi in una conca rocciosa il cui centro si guadagna per cengia sovrastata da grandi strapiombi. Raggiunta la base della parete si piega a sinistra per roccette fino all'attacco. Superata una scala verticale,  cui segue una spalla rocciosa, si accede ad una cengia esposta che termina in un valloncello boscoso. Si risale fino ad una cengia più in alto, che aggirato uno spigolo esposto,  si allarga a sentiero senza attrezzature. Usciti dalla conca rocciosa si traversano e si risalgono alcuni tratti nel bosco.


Incontrato il libro di via si prosegue nel bosco incontrando una serie di salti non banali e quasi alla fine il passaggio chiave , da superare con un po’ di buona tecnica o meno elegantemente tirando di braccia. Superato uno spigolo si accede infine ad un panoramico pulpito e in breve per un sentierino alla carrareccia ( punto più alto a 1170 m) da cui inizia la discesa. Sempre per segnavia 685 la strada costeggia prima nel bosco, poi fra aperti pascoli con vista a destra sulle cime del Baldo, la conca di Madonna della Neve. Scende nella Valle dei Rii a quota 1005 m, e traversato il torrente, risale per giungere  in breve alla chiesa della Madonna della Neve. Qui possibilità di parcheggio per poche auto terminando l’escursione chiudendo l’anello senza transitare per il Rifugio Monte Baldo, che si raggiunge in dieci minuti. 

   Il percorso si può effettuare, con maggior dislivello, anche partendo da quota 305 m al primo tornante della strada che risale la Valle dei Molini (piccolo parcheggio)., segnavia 652-685


Dislivello: 500 m circa.  Tempi di percorrenza: 5 ore circa. Difficoltà: EEA

Cartografia: Kompass 691 -  Monte Baldo Nord, scala 1:25000

Ulteriori informazioni su vie ferrate.it , club aquile rampanti, pareti verticali.
Foto (1), (2) e video                                                             


Galleria immagini                                                         Foto 17 maggio

Giro delle Malghe di Avio - Monte Baldo

     

un prato di orchidea sambucina varietà rossa e gialla



  Accesso stradale  Per l’autostrada del Brennero dal casello di Ala-Avio proseguire sulla SP 90 tenendo la sinistra in direzione Avio. Si segue la strada che risale la Valle dei Mulini, indicazione S. Valentino (SP 208). Dopo circa 11 km si svolta a sinistra seguendo l'indicazione Prà Alpesina sulla SP 230.  Dopo circa 9 km si arriva ad un bivio verso sinistra con l'indicazione per il Rifugio Monte Baldo situato a 1180 m nella splendida conca della Madonna della Neve.  


Malga Trattesoli, 1117 m
 Itinerario  Parcheggiato presso il Rifugio Monte Baldo, si segue la strada di accesso per abbandonarla presto seguendo a destra il sentiero segnavia 652  per Avio. Si scende affiancando alcune costruzioni e quindi per ripido viottolo che attraversa una strada, in dieci minuti al Ponte della Balanzà, 980 m,  sul torrente Aviana. Si segue verso destra il segnavia 661 che conduce in dieci minuti al Pian della Cenere, 1000 m. A sinistra per strada forestale si sale con vista sulla conca della Madonna della Neve in direzione Nord fino a Malga Trattesoli, 1117 m. Verso Est si raggiunge il piano sommitale del Corno di Corlach  da dove si puo’ svoltare a   sinistra
e seguire il panoramico “Filo del Lavacchio” a picco sulla Val d’Adige. Le nuvole basse non danno speranza di vedere alcunché. Si prosegue per la strada che traversato un bosco di faggi esce sui pascoli di Malga Lavacchio  e nei pressi del Bivacco omonimo, 1362 m.

   A questo punto, complice la nebbia e i cartelli stesi al suolo, seguiamo un’invitante strada bianca di sassi che muore ai limiti del bosco, seguita da un evidente sentiero ricoperto di foglie, e più avanti occupato anche da qualche arbusto. Probabilmente esce nei pressi del passo del Cerbiolo, ma con questo tempo, meglio non rischiare. Ritorniamo al cartello prostrato e ritroviamo la strada,  in un tratto inerbita, che si inoltra verso Sud nella faggeta. Proseguendo in piano nel bosco, se ne esce al Passo del Cerbiolo, 1370 m.


Il “Giro delle Malghe di 16 km” prosegue in piano senza valicare il passo, in direzione Ovest sempre su segnavia 661, sentiero degli archetti, traversando in contropendenza  il versante Nord di Punta delle Redutte fino a giungere a Malga Acquenere. Quindi, perlopiù ancora in costa, verso Nord con lunga traversata nel bosco su segnavia 652, passando per Malga Artiloncino, si esce in Val Domenegal  ritornando al Rifugio Monte Baldo.

sentiero 661: dietro front
Ne percorriamo un tratto, con ridotta visibilità, su terreno pesante. L’ora, la lunghezza, il meteo incerto, la quasi nulla visibilità e il tipo di terreno consigliano di trovare un’alternativa.

Ritorniamo al passo del Cerbiolo e, consultata la carta, scendiamo alla cieca in Val della Bot. Poco dopo, presso Malga Fassole 1313 m, l’abbassamento di quota consente miglior visibilità.  Il sentiero, senza segnavia ma  ben marcato, si inoltra nel bosco incontrando grossi esemplari di faggio. Più avanti una deviazione a sinistra, già preannunciata da un cartello nei pressi della malga, consente di ammirare “il Patriarca del Baldo”, un abete bianco secolare di eccezionali dimensioni. 



A circa 1100 m il sentiero incrocia una strada che percorre il pendio in quota (strada tagliafuoco?). Proseguendo in discesa si raggiungerebbe il Pian di Cenere transitando per il Bivacco degli Alpini di Avio. Indicazioni a sinistra, verso Ovest, danno Cascata Corondoler a 25 minuti e per la stessa direzione Madonna della Neve. Variante nella variante, la percorriamo  incontrando una vasta zona colpita  da qualche tempo da una slavina o da una tromba d’aria e anche dall’altro versante si riconosce un ben evidente sentiero o mulattiera. 

   La valle si chiude  mentre, quando ormai si ode lo scroscio del torrente,  la strada finisce e lascia il posto ad una esile traccia che scende un pendio boscoso dirupato e franoso fino al greto del torrente. Dall'altra parte una rampa metallica che conduce al sentiero con tanto di parapetto. E per attraversare? Ci domandiamo chi metta questi cartelli, chi faccia la manutenzione ai sentieri. 
   Già in precedenza, fra cartelli abbattuti o messi al contrario (quello del Passo Cerbiolo presso Malga Fassole), abbiamo notato qualche carenza. Ma questa è grave: almeno due cartelli consecutivi  indicanti Madonna della Neve, luogo dove si arriva anche in auto, che conducono sull’orlo di un precipizio e sul greto di un torrente invalicabile. Attraversiamo, perché ormai è d’obbligo,  camminando sull’orlo di un manufatto di cemento dove si incanala il torrente, la cui superficie è resa viscida dalle alghe, e formando una catena umana per una qualche assicurazione.
                   
Anche stavolta ci è andata bene, siamo dall’altra parte, e per comoda mulattiera si sbocca nella strada che porta al Pian di Cenere, e da qui verso Nord per strada, quindi per la scorciatoia dell’andata al Rifugio Monte Baldo.


Osservazioni  Il Giro delle Malghe così detto breve (di 16 km), in quanto ce n’è un altro da 25 km,  non è poi così breve ed è poco omogeneo come difficoltà. La prima parte, fino al Passo del Cerbiolo, si svolge su strade forestali, quindi percorribili anche in mountain bike, la difficoltà escursionistica potrebbe essere T. Da questo punto in poi si traversa a lungo in costa su pendii  a volte abbastanza ripidi, basta guardare la distanza delle isoipse sulla cartina, e il sentiero ci pare, per il tratto che abbiamo percorso, poco più che una traccia.
Per chi voglia accorciarlo e renderlo più facile, una buona soluzione è scendere dal passo del Cerbiolo per Malga Fassole, transitando per il Bivacco degli Alpini di Avio, fino al Pian della Cenere ( 40 minuti) lasciando perdere le indicazioni per Cascata del Corondoler.

Dislivello: 500 m circa.  Tempi di percorrenza: 5 ore circa. Difficoltà: E

Cartografia: Kompass 691 -  Monte Baldo Nord, scala 1:25000

                                                                   Galleria immagini




domenica 4 maggio 2014

Val Settimana – Casera Col de Post, 1249 m – Rif. Pussa (Dolomiti Friulane)


  Facile e remunerativo giro ad anello per una prima conoscenza della Val Settimana nel  Parco Naturale Regionale delle Dolomiti Friulane.

Accesso stradale
Da Logarone sulla sinistra Piave per Diga del Vajont,  Erto, Cimolais. Si percorre verso destra la Val Cellina fino all’indicazione  per Claut. Prima di raggiungere il paese, oltrepassato il ponte sul torrente Settimana, svoltare a sinistra e prendere la strada che percorre la lunga Val Settimana, fra il Gruppo del Pramaggiore e quello delle Caserine Cornaget.  Lunga circa 14 Km, poco più che piana, è a tratti asfaltata e a tratti sterrata e si può percorrere fino nei pressi del Rifugio Pussa. Chiusa in inverno, è spesso soggetta a frane e a slavinamenti.

Itinerario  Dalla rotabile della Val Settimana, dopo il ponte sul Torrente Ciól de Pès, 907 m, sulla sinistra inizia una mulattiera segnavia 366  che passa accanto ad una suggestiva cascata e poi, con numerosi tornanti, risale la Costa Da Nada addentrandosi in un bosco misto a prevalenza di faggio. Ad un bivio a quota 1210 m fra il nostro sentiero 366 e il 366A, si prende  a destra  la mulattiera, segnavia 366A che in direzione Est traversa in costa, uscendo dal bosco in una valletta prativa quasi pianeggiante, in vista della piccola Casera Col de Post, 1249 m. 



Casera Col de Post, 1249 m




Si percorre in leggera discesa la valle e  scendendo per un costone boscoso, oltrepassato il Ciòl Tomè, si scende ripidamente tra abeti e imponenti faggi traversando il ghiaioso Rio Stuèt, 1073 m, che scende dalla Valle delle Camòscie (in questo inizio di stagione l’abbondante flusso costringe al guado). Subito dopo si traversa in lieve salita l’incassato Rio Biuba che forma delle belle cascate, e quindi si procede verso destra fino a quota 1100 m dove il sentiero 366A termina sboccando sul sentiero 364  proveniente da Forcella Lareseit. 

  In discesa con alcuni tornanti nel bosco sulla sinistra idrografica della Val delle Camòscie si giunge in vista del Rifugio Pussa, 946 m. Raggiunto il rifugio e la Val Settimana, nei pressi la sorgente di acqua solforosa Aga dela Putha,  per la strada di accesso al parcheggio della partenza presso il Ciol de Pess. 

Dislivello complessivo: 400 m circa. Tempi di percorrenza: 3 ore circa. Difficoltà: E
Cartografia: Tabacco foglio 021, scala 1:25000



          










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