domenica 12 novembre 2017

Dalla Val d'Astico a Luserna per la Val Turra e Belfiore








                                                           


                           

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domenica 29 ottobre 2017

martedì 24 ottobre 2017

Cima di Cece, 2754 m e F.lla di Cece da Malga Valmaggiore - Lagorai



Postazioni militari sulla Cima di Cece. Sullo sfondo a destra, Cima d'Asta






                   


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domenica 15 ottobre 2017

Sass de Mura Ovest, 2522 m - Alpi Feltrine (Gruppo del Cimonega)


  Bella salita, d’altri tempi, alla cima Ovest della caratteristica montagna a due punte al confine fra Veneto e Trentino. Ambiente isolato e panorami a 360 gradi. Notevole il dislivello, ma solo per noi! Tutti gli altri, tutti, chi per le banche, chi per la cima (i due davanti), chi per la commemorazione annuale dell’amico, saliti alla malga Neva Seconda con i fuoristrada.

Il Cadin di Neva, forcella di Neva e il Sass de Mura



Accesso stradale  La strada statale 50 del Passo Rolle, collegata alla statale 51 di Alemagna, transita per Belluno e Feltre, ed è collegata alla SS47 della Valsugana e alla provinciale della Sinistra Piave. In direzione di Fiera di Primiero, appena entrati in territorio trentino, si incontra il paese di Imèr che si lascia a sinistra seguendo la nuova tangenziale e si svolta a destra seguendo le indicazioni per Val Noana. La strada stretta ma asfaltata, conduce in 7 km al Rifugio Fonteghi. Si prosegue oltre incontrando un tratto sterrato fino ad un parcheggio a quota 1160 m.


Itinerario Si segue la strada a sinistra, in parte cementeta e in parte asfaltata che porta a Malga Neva Seconda, indicazioni a destra per Rifugio Boz. Oltrepassata la Malga ci si porta, indicazioni, al Cadin di Neva a all’evidente omonima Forcella. Da questa, ometti, si scende ad un intaglio per uno stretto breve camino (II+) per portarsi sul percorso delle Banche del Sass de Mura.

 Lo stretto passaggio è (ora) facilitato da un tratto di corda con nodi. La relazione della salita è ben descritta da Lucio De Franceschi (INA Cai Padova) su vienormali.it . Trenta metri di corda sono sufficienti anche per le brevi calate. 
Nei tre tratti di arrampicata non ci sono ancoraggi intermedi a parte una clessidra sul secondo tratto, quindi non serve granché come materiale alpinistico a parte qualche cordino e moschettone e il discensore. 





Dislivello: 1350 m. Tempi di percorrenza: 5 ore la salita (1:30 la via), 8:30 complessive. Difficoltà: II+, PD+. Cartografia: Tabacco 022, Pale di San Martino, scala 1:25000.

Le Guide Alpine e la Prima Salita al Sass de MuraLe Guide Alpine Venete e Trentine ricordano la prima salita al Sass de Mura compiuta nel lontano 1881 dalle Guide Alpine L.Cesaletti e M.Bernardin.
                    

                     
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domenica 17 settembre 2017

Rifugio Fonteghi - Rifugio Bruno Boz - Pas de Mura (Alpi Feltrine)




         
                                              
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mercoledì 30 agosto 2017

Zufallspitze (Cima Cevedale), 3757 m - Gruppo Ortles-Cevedale


Il Cevedale dalla cima dello Zufallspitze

ZUFALLSPITZE (Cima Cevedale Nord) – 3757 m

Regione: Trentino Alto Adige

Gruppo: Ortles – Cevedale
Punto di partenza: Parcheggio "Val de la Mare" (1970 m)

Versante di salita: SE
Dislivello di salita: 1900 m

Tempo di salita: 6h e 30min
Difficoltà: EE – I – (II)

Punti di appoggio: Rifugio G. Larcher al Cevedale (2607 m)
Tipo di via: Via normale su cresta

Tipo di percorso: Traccia non segnata, solo qualche ometto
Libro di vetta: no

Autore: Nicola
Partecipanti: Mario, Sante, Nicola, Francesco

Data della salita: 29/08/2017 – 30/08/2017

ACCESSO STRADALE

Tezze sul Brenta – Trento – Cles – Cogolo – Parcheggio Centrale Malga Mare (184 Km – 2h 58m)

DESCRIZIONE DELLA SALITA

1° Giorno: Dal parcheggio appena sotto Malga Mare (1970 m), inizia una strada sterrata che in breve porta alla Malga Mare (2031 m). Dietro la malga imbocchiamo il sentiero N. 102 che sale (per circa 250 metri) inizialmente tra pini e larici e poi, attraversando numerosi ponticelli porta ad una piana chiamata Pian Venezia (2280 m, circa 50 minuti). Da qui vediamo già il rifugio in lontananza e il percorso per arrivarci. Il sentiero che risale a mezza costa il fianco destro della Val Venezia ci porta direttamente al Rifugio G. Larcher al Cevedale (2607 m, circa 1 ora e 10 minuti – 2 ore complessive dal parcheggio).


*Non essendo ancora stanchi e avendo bisogno di fare più metri di dislivello, abbiamo lasciato gli zaini al rifugio e ci siamo avviati verso il Lago delle Marmotte (2704 m, circa 25 minuti dal rifugio). Da qui, seguendo una traccia non ufficiale ma comunque ben marcata, abbiamo raggiunto la Cima Nera (3037 m, circa 50 minuti dal lago – 1 ora e 15 minuti complessivi dal rifugio).



Dislivello (dal parcheggio al rifugio): 650 m                 Tempo: 2h

*Dislivello (dal rifugio alla Cima Nera): 450 m           *Tempo: 1h 15min (salita), 45min (discesa)



2° Giorno: Lasciamo il rifugio alle 5:45 per iniziare la salita alla Zufallspitze. Imbocchiamo il sentiero N. 103 che scendendo verso nord, ci porta al fondo della valletta che conduce verso la Forcola (2577 m, circa 15 minuti). Da qui il sentiero comincia a salire prima con moderate pendenze poi più ripidamente (alcuni tornantini) fino al Passo della Forcola (3032m, 1 ora e 20 minuti dal rifugio). 
 Da qui si inizia la cresta non ufficiale ma segnata con qualche ometto qua e là. Inizialmente la cresta è larga e sale con pendenze minime tuttavia però, successivamente si fa più stretta e ripida. Una volta iniziata la cresta bisogna cercare di seguire il più possibile gli ometti e in loro assenza, cercare la via di salita più facile. Quindi, dopo il primo tratto in leggera salita, bisogna attraversare alcuni tratti tra roccioni e sfasciumi e superare brevi passaggi di primo grado. 
 Ad un certo punto, ci si ritrova davanti ad una paretina di 4-5 metri che è più facile da superare alla sua sinistra (II grado) e che ci riporta in cresta. Tuttavia, al ritorno ci siamo accorti che, se prima di raggiungere la breve paretina si scendeva verso il ghiacciaio per poi risalire verso la cresta, si evitava questo breve passaggio. Si prosegue verso una specie di selletta da dove inizia un tratto ripido che, grazie a vari tornantini ci permette ci salire per 200 metri (di dislivello) più velocemente. 
 Si riprende poi la cresta che, con alcuni sali e scendi, porta ad una seconda selletta innevata/ghiacciata (circa 3570 m). Si attraversa il tratto innevato per circa 50 metri per poi riprendere la salita (noi abbiamo attraversato questo tratto senza l'utilizzo dei ramponi). La salita riprende tra rocce e sfasciumi fino a riprendere la cresta che prosegue ancora in salita, con qualche tratto in discesa e pianeggiante fino a che non si arriva a delle placconate. 
 Alcune relazioni dicono di salire sulle placconate ma tuttavia, noi abbiamo preferito salire per varie roccette e gradoni in quanto meno esposte. Si giunge così al tratto di cresta terminale che si segue facendo particolare attenzione in quanto la cresta è stretta e con relativi strapiombi da entrambi i lati. Dopo questi ultimi metri raggiungiamo la cima (3757 m, 4 ore e 30 minuti dal rifugio). 
 Da qui si può vedere, se la giornata permette, il Vioz, il Palòn de la Mare, il Cevedale (che si può raggiungere scendendo dalla Zufall per poi risalire), il Rifugio Pizzini e Casati, Il Gran Zebrù, l'Ortles e le vette di confine.



Dislivello (dal rifugio al Passo della Forcola): 450 m        Tempo: 1h 20min

Dislivello (dal Passo della Forcola alla cima): 800 m        Tempo: 3h 10min




DISCESA

Si fa rientro al parcheggio per la stessa via di salita.

Tempo (dalla cima al rifugio): 3h 50min
Tempo (dal rifugio al parcheggio): 1h 30min

NOTE E COMMENTI

La via di salita alla Zufallspitze non è difficile ma tuttavia non bisogna sottovalutarla in quanto si raggiunge una quota elevata e l'intero percorso è lungo. Per quanto riguarda la cresta bisogna non soffrire assolutamente di vertigini e avere passo sicuro.
Dobbiamo fare i complimenti invece ai rifugisti, sempre molto disponibili a qualunque richiesta, e al rifugio che è fantastico, comodo e con un'ottima cucina.

Per quanto riguarda la rete telefonica, il cellulare prende solamente e a tratti nella cresta che dal Passo della Forcola porta alla vetta.


*I dislivelli sopra descritti sono compresi dei vari saliscendi.




                      



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